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Come nasce l’interfaccia di una intranet

24/09/2019 Chiara Egidi
Come nasce l’interfaccia di una intranet

Cosa muove un designer nella creazione di un’interfaccia per una intranet?
Come sceglie dove posizionare gli elementi, quali font e colori usare?
Come decide quanto spazio lasciare tra due elementi e perché a volte utilizza le icone e altre no?
Facciamo un po’ di chiarezza.

Le esigenze degli utenti

È da qui che partiamo: dalle esigenze degli utilizzatori (user needs) delle intranet.
Ogni buon design mette al centro gli utenti nell’ottica dell’User Center Design: abbiamo già parlato di cos’è e di come progettare l’architettura informativa.
Quando la struttura dei contenuti e il modo in cui raggiungerli (navigazione) sono chiari e condivisi tra chi sviluppa l’intranet e i suoi utilizzatori, si procede alla realizzazione di un primo wireframe (rappresentazione grafica) che ci mostra in modo visuale come saranno organizzati i vari elementi nello spazio e quale peso avranno nell’interfaccia generale.

Il wireframe

Lo so, usiamo tantissimi termini in inglese… pigrizia? Forse, ma non esiste una perfetta traduzione per questa parola, che potremmo descrivere come lo scheletro di una o più pagine di un sito, dove ci focalizziamo sulla disposizione e la distribuzione degli elementi nello spazio, sulla loro priorità visiva e soprattutto sulle interazioni che l’utente farà in questo ipotetico “luogo virtuale”.

In questo passaggio vogliamo capire se l’interfaccia funziona e cerchiamo risposte ad alcune domande come:

  • Se il nostro utilizzatore tipo entra nell’intranet per conoscere quali sono le sue attività da svolgere, le trova subito?
  • Se deve vistare dei documenti riesce facilmente a individuarli tra gli altri elementi?

Il focus è capire la funzionalità di un’interfaccia (User Interface / UI) e per farlo non dobbiamo farci condizionare dell’estetica, quindi il wireframe ha volutamente una grafica ridotta all’osso. Non si usano colori, caratteri particolari o immagini che distolgano l’attenzione dalla pura interazione con precisi scopi.

Il prototipo. È utile? Cosa comunica? Come lo fa?

Quando il wireframe è condiviso e funziona (può essere verificato con un test di usabilità) è giunto il tempo di “vestire” la nostra intranet.

La metafora dell’abbigliamento descrive bene sia il concetto del gusto personale sia dell’utilità. Ad esempio, non metteremo mai un vestito stretto e dei tacchi per andare a fare una corsa al parco perché sarebbe controproducente, quindi il primo obiettivo è sempre l’utilità di un oggetto/strumento/abito che utilizziamo.

In seconda battuta c’è quello che vogliamo comunicare, come vogliamo apparire, in genere nel caso di un’intranet aziendale è importante essere coordinati all’immagine aziendale, utilizzare i suoi colori, il suo stile, il suo “tone of voice”.
Il designer che progetta un’intranet non è il creativo che reinventa il visual aziendale, ma che lo adotta e lo fonde nell’interfaccia del nuovo digital workplace - un’estensione dell’azienda stessa.

L’interfaccia: i dubbi

Esiste l’interfaccia perfetta che piace a tutti? A malincuore dobbiamo dire di no, non esiste. Tutti noi abbiamo le nostre preferenze estetiche, e questo è un bene o vestiremmo tutti uguali (riprendendo appunto la metafora del “look”), e ogni grafico con un po’ di esperienza sa che ogni sua realizzazione troverà sia sostenitori che oppositori.

A volte i dubbi e le segnalazioni portano migliorie. In tal caso siamo pronti ad accoglierle con entusiasmo perché crediamo nella partecipazione degli utenti alla creazione dell’intranet, perché è la loro intranet.

Nello stesso tempo cerchiamo sempre di separare quelle che sono richieste meramente “estetiche” da richieste utili e sensate per tutti. Ci chiediamo:

  • la modifica richiesta porterà maggiore utilità a chi fruirà della piattaforma?
  • è in linea con gli obiettivi della specifica intranet?
  • ne migliora l’usabilità?

A volte le scelte stilistiche vanno spiegate, l’utilizzo dello “spazio bianco” o “spazio negativo” spesso non è ben compreso da chi non si occupa di grafica. Viene considerato superfluo ma è in realtà una pausa necessaria tra i vari elementi di un layout, per evitare un effetto caotico e mantenere una pulizia visiva.

Un buon designer sa inoltre quando utilizzare le icone e quando invece è meglio utilizzare un’etichetta testuale, anche se è “più carina” non sempre un’icona è di facile lettura per tutti, solo pochissimi simboli sono inequivocabilmente chiari a tutti.

Se non condividete le scelte del vostro visual designer diteglielo e confrontatevi.

Quando più teste si uniscono per collaborare insieme nel modo giusto nascono sempre soluzioni migliori, in una prospettiva “win-win”.

E ora?

La progettazione di un’interfaccia necessita di obiettivi precisi quindi di un’architettura informativa chiara.

Tutto viene costruito su queste basi e con le giuste competenze di comunicazione visiva si crea l’ambiente su misura di chi la utilizzerà, per garantire un’esperienza di navigazione piacevole, fluida e produttiva.

Ricordiamoci che l’estetica è soggettiva, ma la funzionalità è oggettiva. Grafica e facilità di utilizzo non devono mai entrare in conflitto, la grafica in un design ben progettato è al servizio dell’usabilità.

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